Tradurre la storia: la nostra esperienza con una casa d’aste
Dopo avervi portato, nei mesi scorsi, nel mondo della moda e della gastronomia, oggi vi apriamo le porte di un settore molto diverso ma altrettanto affascinante: quello delle case d’aste. Da ormai cinque anni collaboriamo con un’importante casa d’aste italiana specializzata in armi e armature antiche, occupandoci della traduzione in inglese dei loro cataloghi. Un lavoro che richiede precisione, e soprattutto, una profonda conoscenza terminologica.
Nel corso degli anni abbiamo tradotto molti cataloghi, ognuno contenente descrizioni dettagliate di armi, armature e oggetti storici di epoche e provenienze diverse. Grazie a questa esperienza abbiamo compreso che in questi testi ogni parola ha un peso e una collocazione esatta all’interno del lessico specialistico.
La prima grande sfida quando si traduce, infatti, riguarda la terminologia. In un settore tanto specifico, ogni termine ha un significato preciso e riconosciuto dagli studiosi e dai collezionisti. È fondamentale evitare traduzioni generiche o approssimative. Per affrontare questa complessità, il nostro primo consiglio è semplice: creare un glossario quanto più dettagliato e completo possibile. Per farlo, nel nostro lavoro consultiamo dizionari specialistici, cataloghi di altre case d’aste internazionali e siti paralleli. Ma la risorsa più preziosa è spesso la stessa casa d’aste con cui collaboriamo: lo staff interno che prepara le schede dei lotti è per noi un punto di riferimento essenziale. Se vi trovate in una situazione simile, non esitate a chiedere chiarimenti o conferme: comprendere esattamente il significato di un termine è la chiave per tradurlo in modo accurato.
La seconda sfida riguarda la gestione del tempo. I cataloghi d’asta possono contenere centinaia, talvolta migliaia di lotti e tradurli richiede una pianificazione rigorosa. Il rischio, se si procede all’ultimo momento, è quello di perdersi dettagli importanti o di lasciare spazio a refusi ed errori. Per questo, nel nostro metodo di lavoro, suddividiamo sempre il progetto in tappe precise e introduciamo scadenze interne, anche settimanali.
L’ultimo aspetto fondamentale è la revisione. In un catalogo così esteso, il margine di errore è naturalmente alto: una cifra sbagliata, una parola nella posizione sbagliata o un termine impreciso possono compromettere la correttezza di un lotto. Per evitare problemi di questo tipo, dedichiamo sempre tre o quattro giorni esclusivamente alla rilettura del catalogo completo. È un passaggio che richiede molta concentrazione e molta pazienza, ma è indispensabile per consegnare un lavoro accurato e coerente.
Infine, un dettaglio spesso sottovalutato è lo stile. I cataloghi non sono testi evocativi, ma descrizioni tecniche, concise e precise. Qui la chiarezza viene prima dell’eleganza: ciò che conta è scegliere le parole giuste e posizionarle nell’ordine corretto. Non a caso, l’intelligenza artificiale, su questi testi, fatica ancora molto (per fortuna!).
Prendiamo un esempio concreto:
Italiano: Canna tonda, liscia, con base quadra recante la marcatura di Frühwirth; mirino e attacco per baionetta; calibro 17 mm. Batteria a molla in avanti con cartella piatta e sicura; meccanica funzionante. Cassa intera in legno con fornimenti e bacchetta in ferro. Cinghia in cuoio bianco.
Traduzione errata: Round smoothbore barrel, squared breech stamped Frühwirth; front sight and bayonet attachment; calibre 17 mm. Forward spring lock with flat lockplate and safety; mechanism in working order. Full wooden stock with iron mounts and ramrod. White leather sling.
Traduzione corretta: Round, smoothbore, 17 mm cal. barrel, squared at the base featuring the marking Frühwirth; foresight and clutch for the bayonet. Forward spring lock with flat lockplate and safety lock; working mechanism. Wooden full stock with iron mounts and ramrod. White leather shoulder strap.
Qui ritroviamo tutti gli aspetti affrontati finora. Come potete notare, ci sono diverse differenze tra la traduzione fatta con l’IA e quella corretta, in linea con lo standard della casa d’aste. Vediamone alcune insieme: l’ordine delle parole, innanzitutto, non è casuale, ma segue uno schema preciso. Il calibro, ad esempio, va sempre posizionato prima di barrel, non alla fine della frase. Lo stesso vale per gli attributi della cassa: full wooden stock è comprensibile in inglese, ma l’ordine corretto prevede l’inversione degli aggettivi, in modo che full rimanga vicino a stock. Rientra in questa stessa logica anche la precisione terminologica, altro punto di cui abbiamo parlato. Sebbene bayonet attachment sia comprensibile in inglese, il termine utilizzato dalle case d’aste è clutch for the bayonet. Allo stesso modo, per tradurre la cinghia non si ricorre a sling, bensì a shoulder strap.
A questo punto, sarà chiaro anche a voi come, in traduzioni di questo tipo, siano proprio i dettagli a fare la differenza. Se questo piccolo viaggio nel mondo delle aste vi ha incuriosito, date un’occhiata agli altri articoli presenti nel nostro blog!
