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Jam session di traduzione: La Missiva di Jorge Fernández Era

Questo racconto inedito di Jorge Fernández Era è stato originariamente pubblicato in spagnolo con il titolo «La Esquela» all’interno di una raccolta di racconti. Ringraziamo l’autore per la gentile concessione. La traduzione in italiano è opera del gruppo degli otto corsisti che hanno partecipato al nostro webinar «Trans-ducere: testi oltre confine»: Andrea Bigliardi, Barbara Rossi, Valentina Pesci, Valeria Dario, Angela Maria Grazia Palmese, Marta Dall’Anese, Valentina Cicinelli e Giulia Sorrentino.

Oltre alla traduzione i ragazzi hanno collaborato a un esercizio di riscrittura alla Queneau, mostrando versatilità e grandi doti creative. Il testo riscritto seguendo l’originale è una versione grottesca e volutamente altisonante della prima lettera scritta dal narratore. Siamo sicure che vi strapperà un sorriso.

Un ringraziamento speciale a Gina Maneri per aver offerto la sua straordinaria competenza e per aver ideato il laboratorio, e a Marta Rota Núñez per aver guidato i corsisti in questa prova, contattato l’autore e, quindi, permesso questa pubblicazione.

 

* * *

La missiva

Jorge Fernández Era

 

 

Caro Pancho,

finalmente riesco a scriverti. Da quando mi hanno fatto membro della Real Academia de la Lengua Española non c’ho un attimo. Quei vecchi si riuniscono tutti i giorni, ma visto che sono praticamente tutti vedovi non gliene frega un fico secco di passare la notte in bianco a lavorare. Per non parlare del freddo boia che fa a Madrid. Quando metti piede in strada, ti si congela anche l’anima. Per fortuna ho rimorchiato una tipa di qui che non ti dico. Coi soldi che mi danno ci campo abbastanza bene. Sto racimolando e spero di comprarti pure i freni che mi hai chiesto per la bici, prima che mi tocchino le vacanze. Digli a Cacha e a tutta la banda che mi mancano e di rimediare il rum per il festone che metto su appena torno. Ora ti devo lasciare che oggi mi aspetta una giornata bella piena: dobbiamo discutere se includere o meno una lista di parolacce andaluse che fanno morire dal ridere. Poi ti farò sapere.

Il tuo amico,

Felipe

 

Al momento di imbucarla, esitò. Pancho era il suo compare, ma non brillava di certo per riservatezza. Se la lettera cominciava a girare, poteva finire tra le mani di qualcuno dell’Istituto, che avrebbe potuto far presente ai superiori il linguaggio un tantino populista del nostro rappresentante nella Real Academia e mettergliela in quel posto. Manco per sogno, bisognava raddrizzare il tiro.

 

Dispendioso Francisco,

terminalmente riesco vergarvi. Da che mi han reso arto della Real Academia de la Lengua Española non posseggo un sol istante. I senili che la costituiscono si congiungono tutti i dì e, già che la pluralità è vedova, a essi non strofina un Ficus avvizzito di faticare fino al levar del sole. Per non proferire del gelo carnefice che è in atto a Madrid. Collocando l’estremità inferiore sul selciato, si rattrappisce anche il coraggio. Per sorte propizia ho trainato un’ispanica che non vi favello. Con il danaro che mi corrispondono ci terreno che è una meraviglia. Sto congregando e anelo procurarvi perfino i frenuli che mi pregaste per il biciclo, prima che le ferie mi sfiorino. Enunciate a Caridad e a tutta l’orchestra che mi difettano e che si adoperino per comprare l’etanolo per la solennità che innalzerò al mio ritorno. È sopraggiunto il momento di congedarmi, in quanto mi accingo ad affrontare una giornata piuttosto gravida: abbiamo il compito di esaminare l’inclusione o l’esclusione di un elenco di vocabolacci andalusi che causano il decesso per ilarità. Vi renderò edotto.

Il vostro sodale,

Felipe

 

 

 

*® Jorge Fernández Era, Titolo originale: La esquela, Tutti i diritti riservati ®Traduzione italiana di Andrea Bigliardi, Barbara Rossi, Valentina Pesci, Valeria Dario, Angela Maria Grazia Palmese, Marta Dall’Anese, Valentina Cicinelli e Giulia Sorrentino.

 

Cristina, Ilaria, Martina

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